Nei giorni scorsi abbiamo scritto al Comune di Grosseto e alla Regione Toscana per ottenere finalmente tutti i dati, che richiediamo da anni, relativi alla gestione degli impianti a biogas in funzione a Grosseto. Le segnalazioni di maleodoranze da parte dei cittadini continuano ed anche noi continuiamo a voler sapere se le gestioni di tali impianti sono conformi ai progetti presentati e autorizzati e alle prescrizioni impartite dalle autorità pubbliche contestualmente al rilascio delle autorizzazioni all’esercizio.
Infatti abbiamo da tempo documentati motivi per ritenere che alcuni impianti non siano gestiti come previsto dalle autorizzazioni. Tra i motivi vi sono le foto satellitari degli impianti scaricabili da chiunque attraverso l’applicazione web Google Earth, in cui appaiono evidenti nel tempo le assenze delle coperture prescritte nelle platee di deposito dei digestati solidi e liquidi in uscita dalla fermentazione anaerobica, con evidenti ristagni di acqua piovana. Inoltre, per alcuni impianti, abbiamo avuto prove documentali di scarichi abusivi, all’esterno degli stessi, di acque dilavanti inquinate e di deposito eccessivo di digestati liquidi nei terreni limitrofi. Entrambi i fenomeni sono ovviamente fonte di cattivi odori che periodicamente interessano parti importanti della città. Com’è noto avevamo ottenuto che il Consiglio comunale promuovesse le verifiche necessarie.
Ottenuti finalmente i verbali di tali verifiche abbiamo visto che in nessun accertamento sono indicati i dati tecnici che consentono di verificare l’esistenza del presunto ciclo chiuso delle acque meteoriche inquinate: il ciclo chiuso prevede che tutte le piogge dilavanti le materie fermentate vengano raccolte e immesse nel digestore; quindi i volumi di tali acque sono in funzione delle entità delle superfici scolanti in cui si lavorano i materiali in entrata e in uscita, le superfici con assenza delle coperture prescritte nelle autorizzazioni all’esercizio e non realizzate, il volume delle vasche sigillate in cui conservare tali acque contaminate.
In mancanza della documentazione richiesta si deduce che le suddette verifiche promosse dal Comune di Grosseto, con il supporto di Arpat, sono state parziali e inefficaci a stabilire se gli impianti abbiano o meno la possibilità di realizzare in tutte le stagioni dell’anno il ciclo chiuso delle acque, evitando scarichi abusivi all’esterno degli impianti con danno all’ambiente e alla salute pubblica. Tutti i consiglieri comunali dovrebbero essere scandalizzati al riguardo, poiché avevano impegnato unanimemente il sindaco ad effettuare tali verifiche e a prendere provvedimenti in caso di violazione delle prescrizioni rilasciate (DCC 40/2019). In mancanza della documentazione richiesta si ritiene che vi possano essere dei motivi, a noi sconosciuti, per non verificare se gli impianti a biogas nel comune di Grosseto possano scaricare all’esterno liquami di acque meteoriche dilavanti contaminate senza autorizzazione. Quali sono questi motivi? Perché vengono fatti controlli parziali? Perché gli enti preposti consentono che il disagio subito dai cittadini per anni, a causa dei cattivi odori, persista?
Cliccando qui è possibile prendere visione della lettera inviata via PEC a Comune di Grosseto e Regione Toscana, con la richiesta di documentazione e recante le immagini satellitari pubbliche degli impianti a biogas grossetani.
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